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In pellegrinaggio... perchè?
Mettersi in cammino
E’ l’atteggiamento che evidenzia la profonda incidenza umana dell’anelito a percorrere un cammino sospinti da un interiore appello e attratti da una meta spirituale: realtà rivelatrice dei bisogni e delle domande profonde del cuore dell’uomo.
La Chiesa stessa vede nel pellegrinaggio un simbolo della sua condizione attuale, uno stimolo a vivere in modo autentico l’attesa, per essere sempre pronta. Tale tensione, peraltro, si sviluppa tenendo conto della situazione storica e culturale nella quale si trova e per la quale dispiega la sua azione evangelizzatrice.
Il richiamo verso qualcosa di non presente e ulteriore trova una corrispondenza simbolica in un luogo non ordinario, culturalmente diverso dal posto della fatica e del dolore, che simbolicamente evoca la “Gerusalemme celeste” (Nota, par. 11).
Un tempo e un luogo privilegiato per l’incontro
Nel contesto di un itinerario che si articola ordinariamente in tappe significative verso una meta intercorrono molti fattori, dal calendario al percorso, dall’aspetto culturale-artistico a quello logistico-organizzativo, ma ciò che costituisce l’elemento fondamentale a livello personale e comunitario, a cui tutto l’impegno pastorale converge è:
- il clima di ascolto e la preghiera
- l’annuncio della Parola
- l’invito alla conversione
- la celebrazione dell’Eucaristia
- la carità come disponibilità, partecipazione e solidarietà
- la missione come testimonianza di vita e prospettiva d’impegno.


